Ma te che lavoro fai?

Ma te che lavoro fai?

Questa è una domanda che spesso si fa quando vuoi capire di più di una persona. E’ un modo per dare una collocazione, nella propria testa, ai diversi individui che si incontrano nella vita e, in base alla risposta, decidere che grado di affidabilità attribuire loro. Ebbene, a me questa domanda mi è stata rivolta molte volte, specialmente dai 24 anni in su (età in cui ho smesso di rispondere “studente”).

In alcuni casi mi è stata riformulata più volte dalle stesse persone…”scusa, mi rispieghi di preciso che lavoro fai…”. Se la prima volta rispondi bancario, operaio, agricoltore, medico, commerciante (insomma i lavori normali), faciliti l’interlocutore nel suo giudizio. Ma se rispondi “Biologo ambientale e guida ambientale” puoi leggere il totale disorientamento nel viso delle persone che ti rivolgono la domanda. “e cosa sarebbe” ti chiedono per cercare di fare luce sul mistero che te rappresenti…. E rispondi “faccio monitoraggi ambientali, soprattutto a livello di avifauna, oltre che progettare e condurre tour a carattere naturalistico-culturale”. Quando dicono “ah, interessante” hai la prova che non hanno la minima idea di quello che hai detto.

Sono sicuro che anche fra gli amici e i parenti molti non comprendono cosa realmente faccio di lavoro. Provo a spiegare che, come tutti, mi do da fare per guadagnarmi onestamente la pagnotta ma non risulto credibile anche alla luce di quello che posto sui social.

Insomma… chi lavora veramente è colui che sta ore in un ufficio o in un reparto di una fabbrica, non uno che è sempre in giro a camminare…. E’ veramente una gara persa in partenza provare a spiegare che camminare giorni e giorni durante gli scouting o accompagnare gruppi di naturalisti in tour di una settimana è fatico fisicamente e mentalmente e che le belle foto che mi ritraggono giulivo in mezzo alla natura hanno uno scopo promozionale. Capita spesso che le persone si lamentino del lavoro, magari per lo stress o lo stipendio non ritenuto all’altezza dell’impegno profuso; poi mi guardano è mi dicono “eh beato te… se potessi rinascere, di lavoro farei il Valtriani”.
“che ci scrivi nella fatture…vacanza professionale in Costa Smeralda?” Insomma, io vengo visto come un codice Ateco della bella vita!